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Benvenuti al Sud, Benvenuti a Castellabate

 

Santa Maria di Castellabte residenza d'epoca hotel B&B cilento vacanze mare appartamenti  holidayCastellabate o meglio "il paese delle Sirene" è una icona fondamentale nella fascia costiera Cilentana per le sue doti naturalistiche e di ospitalità. Ambiente, Storia, Cultura, Gastronomia e Religione fanno da fondamenta a un luogo che già nel 275 ac era meta di vacanze di patrizi Romani dove la natura detta la sua legge, per la posizione geografica, colloca il territorio di Castellabate in uno dei tre punti particolari del mediterraneo per il suo microclima.

Mare o collina, spiaggia o costa sono il life motiv per le vacanze di migliaia di turisti che hanno la facoltà di soggiornare in hotel eccellenti, B&B di ottima qualità, residenze d'epoca raffinate e case vacanze per tutte le tipologie di turistii. Geograficamente vasta, con una superficie di circa 37 Kmq, conta di cinque frazioni: Castellabate capoluogo, Santa Maria, San Marco, Ogliastro Marina e Lago.

Ai piedi del borgo medioevale di Castellabate (Patrimonio Mondiale UNESCO), in un golfo incantato tracastellabate campania cilento vacanze holiday wedding amalfi coast Punta Licosa e Punta Tresino, (Parco marino - area protetta) lunghe spiagge dorate alternate a punti di scogliera fanno Santa Maria di Castellabte residenza d'epoca hotel B&B cilento vacanze mare appartamenti  holidaydi Santa Maria, San Marco e Lago, punti di flussi turistici nazionali ed intemazionali, attraverso una ricettività attrezzata e competente.

La Baia di Ogliastro Marina e l'isola di Licosa, avvolte in una fascinosa macchia mediterranea ed un mare incantato (Bandiera Blu d'Europa) completano il suggestivo quadro del territorio comunale.

La storia, il clima mite, i colori della natura tra mare e distese verdeggianti, la laboriosità della gente, la cortesia degli operatori, i sapori ed i gusti della cucina cilentana costituiscono gli ingredienti essenziali per scegliere Castellabate quale ideale luogo di villeggiatura e relax.

Santa Maria di Castellabte residenza d'epoca hotel B&B cilento vacanze mare appartamenti  holidayIl centro storico di Castellabate, compreso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è riconosciuto dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità” nell’ambito del programma castellabate cilento campania amalfi coast vacanze holiday weddingMan and Biosphere.

Partiamo da questo dato - che riconosce il profondo valore di questo “Paesaggio culturale” ricco di memorie e di beni artistici e naturali - per andare alla scoperta del borgo, il quale conserva ancora la struttura urbana medievale. Stradine, vicoletti, archi, brevi gradinate, palazzi, slarghi e case intercomunicanti dove domina la pietra grigia, si rincorrono senza soluzione di continuità, ora volgendo le spalle alla luce intensa ora spalancandosi sul verde del pendio che digrada verso il mare splendente, macchiato solo dai banchi delle posidonie, in uno degli angoli più suggestivi della costa del Cilento.

Santa Maria di Castellabte residenza d'epoca hotel B&B cilento vacanze mare appartamenti  holidayQuesti affidò ai contadini la terra chiedendo in cambio solo l’impegno alla bonifica e alla coltivazione. Ben presto il territorio paludoso e malarico tornò all’antica vocazione marinara dei commerci e della pesca. Proprietari terrieri e piccoli armatori trovarono, così, i mezzi per arricchire Castellabate di palazzi, chiese, ville e giardini.

Castellabate, come altre zonedel Cilento, era una zona abitata fin dall'epoca preistorica (paleoliticosuperiore) come testimoniano ireperti in pietra rinvenuti ad Alano einlocalitàSant'Antonio(neipressi di Licosa).

In seguito sul territorio si insediarono popolazione come Enotri, Greci e Lucani. Omero, con i suoi scritti, è il primo ad accennare alle costedell'odierna Castellabate.

Santa Maria di Castellabte residenza d'epoca hotel B&B cilento vacanze mare appartamenti  holidayIl periodo dopo la caduta dell'Impero Romano fu caratterizzato da una certa instabilità fino all'avvento dei Goti di Teodorico e più tardi deibizantini. Nel 846 Licosa eraconsiderata unaroccaforte di pirati Saraceni, che furono sconfitti proprio nella decisiva battaglia di Licosa da una coalizione di poteri locali checomprendeva il Ducato bizantino di Napoli, le potenze marinare di Amalfi, di Sorrento, e del Ducato di Gaeta: tutti i soggetti danneggiati dalle incursionimusulmane.Le incursioni Saracene ebbero fine il 1028,quando questi furono scacciati definitivamente dal principe Guaimario III di Salerno.

Il territorio in cui si sviluppò poi il paese aveva visto prima che sorgesse il castello, la presenza di longobardi e normanni. I longobardi depredarono queste terre, ma dopo la conversione al cristianesimo, operata dai benedettini, furono i benefattori della zona. Essi diedero il nome al colle su cui più tardi sarebbe sorta Castellabate (Colle del Santo Angelo): erano molto devoti di San Santa Maria di Castellabte residenza d'epoca hotel B&B cilento vacanze mare appartamenti  holidayMichele Arcangelo. In questi territori ci fu anche la presenza dei monaci basiliani profughi dell'oriente, la cappella di Santa Sofia ne è una testimonianza.

Il lavoro più significativo fu svolto però dai benedettini di Cava dei Tirreni: la loro opera fu talmente meritoria durante la dominazione normanna, soprattutto per le bonifiche della zona, che il Duca Guglielmo di Salerno concesse loro il privilegio di costruire una fortezza per difendere le popolazioni locali dagli attacchi dei Saraceni che, stabilitisi ad Agropoli, compivano scorrerie nella zona. I residenti del villaggio di San Giovanni a Tresino decisero così di trasferirsi sul più sicuro Colle del Santo Angelo.

La storia di questo territorio è legata a San Costabile Gentilcore, IV abate della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni. Nel medesimo anno in cui fu elevato alla dignità di abate, egli avviò i lavori di costruzione del Castello dell'Angelo (10 ottobre 1123), che, successivamente intitolato proprio a lui, diede origine al nome del borgo secondo questa linea etimologica: Castrum Abbatis > lo castello de lo abbate > castello dell'abbate > Castellabate.

L'abbaziato di Costabile durò fino il 17 febbraio 1124. Il successore, l'abate Simeone, completò la costruzione del maniero e si prodigò in favore della popolazione, concedendo ai sudditi del paese un diploma di diversi privilegi: donò ad essi le case che abitavano e le terre chiedendo in cambio la loro bonifica e coltivazione, ridusse a metà gli aggravi e fece ampliare il porto U'Travierso nel 1124 che sviluppò il commercio. Il castello si rivelò un valido presidio e Castellabate divenne col tempo la più importante baronia del Cilento.

Nel 1553 la regia corte vendette Castellabate al giurista Marino Freccia, il quale anni dopo la rivendette a Carlo Caracciolo. Castello e casale passarono poi alla famiglia Loffredo e da questa ai Filomarino dei conti della Rocca d'Aspide. Nel 1619 fu chiesto l'assenso alla vendita dell'erbaggio con la fida in tutto il territorio del castello dell'Abate fatta da Francesco Matarazzo, figlio ed erede di Alessandro e Tommaso Filomarino della Rocca. Il feudo passò poi alla famiglia Acquaviva dei conti di Conversano. Successivamente passò alla famiglia Granito che nel ‘700 lo possedeva con titolo di marchese, ottenuto il 29 novembre 1745.

Il feudo, con la portolania di Omignano e altre giurisdizioni sulle terre di Rocca di Cilento, Montecorice, Santa Maria a Mare, Rutino e San Lorenzo passò poi per successione (20 luglio 1767) di Paride, al figlio Angelo e da questo al figlio Luigi. La famiglia Granito possedette quindi il feudo fino all'eversione della feudalità avvenuta nel 1806.

Castellabate fu interessata anche da eventi politici come la Repubblica partenopea del 1799, i moti insurrezionali del 1828 e del 1848, a cui parteciparono gli esponenti delle famiglie gentilizie come Pompeo e Carlo de Angelis, Costabile Matarazzo, Giovanbattista Forziati, Antonio Baglivo, Luigi Parente, Tommaso Perrotti, Andrea Guglielmini, Federico Coppola e Nicola Pepi.


Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento.

Fu coinvolta dall'esteso fenomeno dell'emigrazione di fine secolo XIX, di cui Francesco Matarazzo ne divenne l'esempio più significativo. Matarazzo, partito dal paese natio inizialmente anche egli in cerca di fortuna, con le proprie fabbriche contribuì in maniera significativa allo sviluppo industriale del Brasile, meta privilegiata degli emigranti di Castellabate.

Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, il paese, come gran parte della costa salernitana, fu teatro del cosiddetto sbarco di Salerno ovvero dell'operazione Avalanche: con questa operazione gli alleati accedevano alla costa tirrenica della penisola italiana ed aprivano la strada per avanzare verso Roma.